GLP-1 e OMS: le linee guida sui farmaci anti obesità
17 Luglio 2026
L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha pubblicato la prima linee guida globali dedicate all’utilizzo dei farmaci agonisti del recettore GLP-1 (Glucagon-Like Peptide-1, in italiano peptide-1 simile al glucagone) per il trattamento dell’obesità negli adulti. Le raccomandazioni emerse, definite “condizionali”, inseriscono questi farmaci all’interno di un percorso terapeutico più ampio che comprende alimentazione, attività fisica e supporto clinico.
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GLP-1 e OMS: la prima linea guida globale sull’obesità
Nel documento OMS sull’impiego dei farmaci agonisti del recettore GLP-1 per il trattamento dell’obesità negli adulti, si riconosce l’obesità come malattia cronica e recidivante. In tale la voro si formulano raccomandazioni di utilizzo di tipo condizionale.
Secondo l’OMS, nel mondo l’obesità riguarda oltre 1 miliardo di persone ed è stata associata nel 2024 a 3,7 milioni di decessi.
In assenza di interventi efficaci, il numero delle persone con obesità è destinato a raddoppiare entro il 2030, con un impatto economico globale stimato in circa 3.000 miliardi di dollari l’anno.
Quando l’OMS raccomanda i farmaci GLP-1
La linea guida stabilisce che i farmaci GLP-1 possono essere utilizzati negli adulti, con esclusione delle donne in gravidanza. Questi farmaci sono efficaci per il trattamento a lungo termine dell’obesità, esclusivamente nell’ambito di un approccio terapeutico integrato che includa interventi su alimentazione, esercizio fisico e supporto da parte di professionisti sanitari.
La raccomandazione viene definita condizionale a causa delle limitazioni dei dati disponibili sulla sicurezza e sull’efficacia nel lungo periodo, sugli aspetti legati alla sospensione o al mantenimento della terapia, sugli elevati costi dei farmaci, sulla non piena preparazione dei sistemi sanitari e sulle potenziali ricadute in termini di equità di accesso.
I farmaci non bastano: servono dieta, attività fisica e assistenza
Un’ulteriore indicazione condizionale riguarda l’associazione ai GLP-1 di interventi comportamentali intensivi e strutturati, basati su una dieta equilibrata e sull’incremento dell’attività fisica, che potrebbero migliorare gli esiti clinici, sebbene fondati su evidenze valutate a bassa certezza.
Più nello specifico, nel documento dell’OMS si legge che la terapia farmacologica da sola non è sufficiente a contrastare l’epidemia di obesità, ribadendo la necessità di una strategia basata su tre pilastri: creazione di ambienti favorevoli alla salute tramite politiche di popolazione, protezione dei soggetti ad alto rischio attraverso screening e interventi precoci e presa in carico sanitaria continuativa e personalizzata.
Accesso ai farmaci GLP-1: il rischio di aumentare le disuguaglianze
In merito all’accesso alle cure, l’OMS avverte che, senza politiche mirate di produzione, prezzo e distribuzione, l’utilizzo dei GLP-1 potrebbe accentuare le disuguaglianze sanitarie. Anche in caso di rapido aumento della capacità produttiva, questi farmaci potrebbero raggiungere meno del 10% delle persone potenzialmente eleggibili entro il 2030. Tra le misure suggerite a livello globale figurano:
- acquisti centralizzati,
- prezzi differenziati,
- licenze volontarie per ampliare la disponibilità dei trattamenti.
L’Organizzazione ha, inoltre, annunciato che nel corso del 2026 lavorerà con governi e stakeholder internazionali per definire un quadro trasparente di prioritarizzazione, con l’obiettivo di indirizzare l’accesso ai farmaci verso i pazienti con maggior bisogno clinico, nell’ambito del piano OMS di accelerazione contro l’obesità.