Efficienza muscolare e cerebrale: il legame tra muscolo, cervello e performance umana

Autore: Redazione
24 Giugno 2026
il neurologo Parati interverrà alla Convention ISSA Europe 2026 per spiegare il collegamento tra efficienza muscolare e cerebrale

L’intervento del neurologo Eugenio Agostino Parati alla Convention ISSA Europe 2026 esplora il legame tra l’efficienza muscolare e quella cerebrale, alla luce delle recenti scoperte neuroscientifiche. Nello specifico, quest’ultime suggeriscono che muscoli e cervello non debbano più essere considerati sistemi separati. Durante la contrazione muscolare vengono infatti rilasciate molecole bioattive, tra cui BDNF, irisina e IGF-1, capaci di influenzare il trofismo e la funzionalità cerebrale. Questa relazione bidirezionale, già analizzata in occasione dell’intervento del professore all’ultima edizione della Convention, sta cambiando profondamente il modo di interpretare l’allenamento e la salute.

Efficienza muscolare e cerebrale: un unico sistema biologico

Una delle prove più interessanti di questo collegamento emerge dall’osservazione della sarcopenia, la progressiva perdita di massa e forza muscolare associata all’età. Le ricerche mostrano, infatti, come la riduzione dell’efficienza muscolare sia frequentemente accompagnata da un declino delle funzioni cognitive, suggerendo un legame molto più stretto tra salute fisica e salute cerebrale di quanto si pensasse in passato.

In particolare, la relazione si concentrerà su tre novità principali:

  • la neurogenesi nell’ippocampo (produzione di nuovi neuroni),
  • la miogenesi (creazione di nuove fibre muscolari tramite cellule staminali satelliti),
  • il ruolo del muscolo come organo secretore.

Muscoli, neuroplasticità e invecchiamento

La contrazione muscolare, specialmente durante un’attività vigorosa, produce molecole (miochine) che attraversano la barriera emato-encefalica, supportando la salute cerebrale nel tempo.

Cosa approfondirà Eugenio Parati alla ISSA Europe Convention

La relazione sottolinea l’importanza di stimolazioni muscolari “pesanti” per indurre microdanni, attivare le cellule staminali muscolari e promuovere la secrezione di fattori trofici come il BDNF. Questo tema si collega alle recenti evidenze sull’importanza dell’allenamento ad alta intensità nella stimolazione delle cellule satelliti e dei processi di rigenerazione muscolare. Inoltre, l’intervento ritorna dunque sul concetto di sarcopenia (perdita di massa muscolare, in particolare delle fibre di tipo 2) e sulla sua correlazione con il declino cognitivo.

In tale contesto, vengono proposte

  • strategie di allenamento basate su concetti come la “perturbazione”;
  • l’allenamento “ibrido” (hybrid fitness).

Obiettivo è variare continuamente gli stimoli per massimizzare l’efficienza e contrastare l’invecchiamento, rivedendo anche l’importanza del recupero e della personalizzazione.

Le nuove frontiere del rapporto tra muscoli e cervello

Le nuove conoscenze neuroscientifiche stanno ridefinendo il concetto stesso di allenamento. Non si tratta più soltanto di migliorare la performance fisica, ma di comprendere come ogni stimolo allenante possa influenzare l’efficienza muscolare e cerebrale nel corso della vita.

Per approfondire queste tematiche e conoscere le più recenti applicazioni pratiche per il training e la prevenzione dell’invecchiamento, non perdere l’intervento del professor Eugenio Agostino Parati alla Convention ISSA Europe 2026.

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