Convention ISSA Europe 2026: allenare la forza per vivere più a lungo, in salute e in autonomia
6 Luglio 2026
Circa un migliaio di persone tra professionisti dell’esercizio fisico, medici, fisioterapisti, ricercatori e operatori della salute hanno preso parte alla Convention ISSA Europe 2026, il 3 e 4 luglio al Palacongressi di Rimini.
Questo ormai tradizionale evento, giunto alla 28ª edizione, ha ottenuto quest’anno l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo, un riconoscimento unico per una manifestazione dedicata al fitness, a conferma dell’autorevolezza di ISSA Europe in questo ambito. Due giornate di alta formazione durante le quali neuroscienze, fisiologia, biomeccanica, nutrizione e medicina dello sport hanno delineato una visione sempre più integrata dell’attività fisica. Non più soltanto uno strumento per migliorare la performance o l’estetica, ma uno dei principali mezzi per preservare salute, autonomia e qualità della vita.
L’obiettivo della Convention ISSA Europe 2026 non è stato discutere esclusivamente di allenamento, ma comprendere come l’Human Performance sia oggi il punto di incontro tra neuroscienze, medicina, fisiologia, nutrizione ed esercizio fisico.
Ad aprire i lavori è stato il fondatore di ISSA Europe, Adriano Borelli, con una riflessione destinata a fare da filo conduttore all’intera Convention. “Da sempre in natura il più forte sopravvive“
Una frase che potrebbe sembrare riferita esclusivamente alla forza muscolare, ma che Borelli ha progressivamente ampliato attraverso un excursus storico che parte da Ippocrate, tra i primi a riconoscere nell’alimentazione e nell’attività fisica i pilastri del benessere, fino ad arrivare alle moderne missioni spaziali. Oggi gli astronauti devono conservare contemporaneamente un cervello duttile, capace di adattarsi e un organismo capace di affrontare le sfide dell’esplorazione umana.
La forza, quindi, non come semplice abilità di sollevare un carico, ma come presupposto dell’efficienza fisica e mentale necessaria per affrontare le richieste della vita, a qualunque età.
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Dalla sedentarietà alla cultura del movimento
La riflessione proposta durante la Convention parte da un dato ormai difficilmente ignorabile. Secondo le più recenti rilevazioni ISTAT, nel nostro Paese oltre 17 milioni di persone non praticano alcuna attività fisica. Parallelamente, quasi un adulto su due è in eccesso di peso e oltre un quarto dei bambini e degli adolescenti presenta sovrappeso o obesità. La sedentarietà, secondo il più recente report TEHA (The European House – Ambrosetti), genera un costo stimato di 6,7 miliardi di euro l’anno per il sistema Paese, considerando sia le spese sanitarie dirette sia la perdita di produttività.
Come ha ricordato Barbara Arianna Borelli, General Manager di ISSA Europe: “Contrastare la sedentarietà significa migliorare la qualità della vita delle persone, ridurre il peso delle malattie croniche e contribuire alla sostenibilità futura del sistema sanitario nazionale. Promuovere il movimento è oggi uno degli investimenti più efficaci per la salute del Paese.”
La Convention nasce proprio con questo obiettivo: contribuire alla diffusione di una cultura dell’attività fisica fondata sulle evidenze scientifiche e capace di creare un linguaggio comune tra professionisti dell’esercizio fisico e operatori sanitari.
La forza come strumento di longevità
È probabilmente questo il messaggio più forte emerso dalla ventottesima edizione della Convention ISSA Europe.
Per molti anni allenarsi ha significato soprattutto migliorare la performance sportiva, guardare all’ipertrofia muscolare, dimagrire eccetera. Oggi, invece, le evidenze scientifiche stanno ridefinendo profondamente il ruolo dell’esercizio fisico.
Come ha sottolineato Claudia Borelli, Direttore Tecnico di ISSA Europe: “Per molto tempo l’allenamento è stato associato prevalentemente all’estetica, alla prestazione o al raggiungimento di obiettivi specifici. Oggi disponiamo di conoscenze che ci consentono di attribuire all’esercizio una funzione molto più ampia e strategica. Il tema non è vivere più a lungo. Il tema è conservare nel tempo le capacità che consentono all’individuo di esprimere pienamente il proprio potenziale. La vera innovazione non risiede nella ricerca di protocolli sempre più complessi, ma nella ridefinizione delle finalità dell’allenamento. Capacità motorie, funzionali e cognitive costituiscono un sistema integrato che l’esercizio fisico può contribuire a preservare e sviluppare lungo tutto l’arco della vita.”
Questa idea ha attraversato praticamente tutte le relazioni scientifiche della Convention. Pur affrontando argomenti differenti, i relatori hanno mostrato come la forza sia oggi uno dei principali strumenti per favorire non soltanto la salute muscolare, ma anche quella metabolica, neurologica e cognitiva.
La forza che protegge il cervello, il metabolismo e la qualità della vita
La forza è oggi considerata uno dei principali strumenti attraverso cui preservare l’efficienza dell’intero organismo, mantenendo in comunicazione muscoli, cervello, metabolismo e sistema nervoso. Su questo tema si sono concentrati numerosi interventi della seconda giornata.
Riccardo Borgacci, biologo nutrizionista, ha illustrato le più recenti evidenze sul ruolo del lattato, non più considerato un semplice prodotto di scarto del metabolismo muscolare, ma una molecola coinvolta nella salute cerebrale, nella neuroplasticità e nel mantenimento delle funzioni cognitive.
Da un punto di vista applicativo, Marco Del Freo, chinesiologo, e Paolo Scatoli, preparatore atletico, hanno evidenziato come l’allenamento della forza, della potenza e della velocità non migliori esclusivamente la prestazione motoria. Stimola, infatti, adattamenti del sistema nervoso centrale, favorisca la plasticità cerebrale e contribuisca a mantenere adeguata la risposta neuromuscolare anche con l’avanzare dell’età.
MuscleBrain Optimization
In questa prospettiva si inserisce il concetto di MuscleBrain Optimization, ovvero la visione unitaria di muscolo e cervello proposta dal neurologo Eugenio Agostino Parati. Un concetto che ISSA Europe sta sviluppando come modello di studio e di applicazione pratica, con l’obiettivo di progettare programmi di allenamento sempre più personalizzati, capaci di ottimizzare le capacità funzionali della persona in relazione all’età, alle caratteristiche fisiche e agli obiettivi individuali.
In un’epoca dominata dalla tecnologia, il neurologo propone un efficace parallelismo: il sistema muscolare rappresenta l’hardware dell’organismo, mentre il cervello ne costituisce il software. Un software, però, può esprimere tutto il proprio potenziale soltanto se supportato da un hardware efficiente.
Le più recenti evidenze neuroscientifiche mostrano, infatti, come il muscolo non sia soltanto l’organo del movimento, ma un organo che scambia continuamente dati con il cervello attraverso la produzione di molecole biologicamente attive. Preservare efficace il sistema neuromuscolare significa, quindi, contribuire a preservare memoria, capacità cognitive e autonomia funzionale.
Da questa prospettiva, allenare la forza assume un significato completamente nuovo.
Il muscolo dialoga con tutto l’organismo
Il collegamento tra muscolo e salute è stato approfondito anche dalla dottoressa Cristina Tomasi, che ha illustrato il ruolo del muscolo come organo endocrino, in grado di produrre miochine e altre molecole coinvolte nella regolazione del metabolismo e nei processi di adattamento dell’organismo. Ha fatto così riferimento a un vero e proprio “cross talking” tra muscolo e cervello. Si tratta di un approccio che supera definitivamente la tradizionale separazione tra apparato muscolare e resto del corpo, confermando come ogni seduta di allenamento produca effetti che interessano ben oltre il singolo distretto corporeo. Nel riconoscere il ruolo sistemico del muscolo, Cristina Tomasi ha anche evidenziato la necessità di superare una visione troppo frammentata della salute, sottolineando quanto sia importante rafforzare il dialogo tra professionisti sanitari e professionisti dell’esercizio fisico. Un principio che da sempre è uno dei cardini della visione ISSA Europe.
Anche la composizione corporea è stata riletta in questa chiave.
Davide Ravera, biologo nutrizionista, ha mostrato come massa muscolare, tessuto adiposo e metabolismo dialoghino continuamente con il cervello, influenzando non soltanto la performance fisica ma anche le funzioni cognitive, il benessere psicologico e la qualità della vita. A sua volta Giovanni Corsetti ha approfondito il ruolo degli amminoacidi essenziali nel mantenimento della massa muscolare e della funzionalità durante l’invecchiamento, sottolineando come nutrizione e allenamento rappresentino due elementi inseparabili di una stessa strategia di prevenzione.
Allenare la forza anche con l’avanzare dell’età: la sfida lanciata alla Convention ISSA Europe 2026
Il tema della longevità è stato affrontato Francesco Felici con la presentazione di evidenze scientifiche secondo cui il sistema nervoso conserva una notevole capacità di adattamento all’allenamento della forza anche nell’anziano. Nonostante le modificazioni fisiologiche legate all’età, specifici programmi di esercizio continuano, infatti, a migliorare l’attivazione delle unità motorie e la produzione volontaria di forza.
In questo stesso ambito si è inserito anche l’intervento di Ida Cariati, ricercatrice, dedicato alle più recenti evidenze sull’allenamento vibratorio. La relazione ha illustrato come l’utilizzo della pedana vibrante possa essere uno strumento utile per favorire adattamenti neuromuscolari e funzionali, con effetti positivi non solo sulla forza e sulla mobilità, ma anche sul mantenimento delle funzioni cognitive nella popolazione anziana.
Il messaggio che emerge è chiaro: invecchiare non significa perdere inevitabilmente la capacità di adattarsi all’allenamento.
Al contrario, conservare e sviluppare la forza serve per preservare autonomia, funzionalità e indipendenza lungo tutto l’arco della vita.
Questa prospettiva si pone anche una delle sfide più importanti per i Personal Trainer, chiamati a progettare programmi realmente personalizzati per una popolazione senior sempre più presente nelle palestre. L’obiettivo non è proporre allenamenti semplicemente “più leggeri”, ma costruire percorsi adeguati alle caratteristiche, alle capacità e ai bisogni della singola persona.
La forza nasce dalla qualità del movimento
Se la seconda giornata della Convention ha approfondito soprattutto il rapporto tra forza, cervello e longevità, la prima è stata dedicata a un tema altrettanto centrale: la qualità del movimento.
La spalla come modello di efficienza del movimento
Tra i protagonisti della Convention ISSA Europe 2026 è stata la spalla, affrontata da punti di vista differenti ma complementari, con l’obiettivo di comprendere come la funzionalità articolare sia un requisito indispensabile per esprimere forza in modo efficace e sicuro.
Simone Masin, biologo evoluzionista, ha ricostruito l’evoluzione della spalla umana, mostrando come la sua particolare conformazione anatomica sia il risultato di milioni di anni di adattamenti che hanno progressivamente trasformato il cingolo scapolare in un sistema estremamente efficiente per il movimento dell’arto superiore.
Successivamente Dario Crippa, esperto di Fitness Posturale®, e Marco Casano, fisioterapista e osteopata, hanno approfondito gli aspetti biomeccanici del complesso scapolo-omerale, evidenziando come la stabilità della spalla non dipenda da una singola articolazione, ma dall’integrazione tra mobilità, controllo neuromuscolare, postura e corretta cinematica.
Marco Ientile, tutor ISSA Europe, ha, poi, tradotto queste conoscenze in un modello operativo rivolto ai professionisti dell’esercizio fisico, mostrando come la costruzione di una spalla stabile richieda un percorso progressivo che parte dalla mobilità, passa attraverso il rinforzo selettivo e l’integrazione fasciale e arriva al gesto motorio completo.
Quando la scienza dell’allenamento incontra la medicina
La stessa impostazione multidisciplinare ha caratterizzato gli interventi dedicati alla mastoplastica e alla chirurgia della mammella che hanno caratterizzato la Convention ISSA Europe 2026.
Il professor Marco Klinger, direttore dell’Unità Operativa di Chirurgia Plastica dell’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, ha illustrato nuove tecniche di mastoplastica, evidenziando differenze rispetto agli approcci tradizionali e spiegato come queste influenzino struttura muscolare, tempi e modalità di recupero/impatto su anatomia muscolare e dinamiche del recupero post operatorio.
Fabiana Martino, tutor ISSA Europe, ha affrontato lo stesso tema dal punto di vista del Personal Trainer, analizzando le principali modificazioni biomeccaniche del sistema torace-pettorale-spalla e il ruolo dell’esercizio fisico nel percorso di ritorno all’allenamento dopo mastoplastica additiva e ricostruzione mammaria.
Un esempio concreto di quella collaborazione tra professionisti sanitari e professionisti del movimento che è uno dei principi fondanti della visione ISSA Europe. Non a caso Claudia Borelli ha ricordato che “l’evoluzione del fitness moderno richiede una competenza tecnica non più scindibile dalle conoscenze cliniche di base. Affrontare l’allenamento pre e post-mastoplastica significa elevare la figura del Personal Trainer a un ruolo di supporto concreto nel ripristino della qualità della vita della donna”.
La forza, quindi, non è soltanto un obiettivo dell’allenamento. È uno strumento che permette di recuperare funzione, migliorare la qualità della vita e accompagnare le persone anche nei percorsi più delicati, sempre nel rispetto delle competenze e della collaborazione multidisciplinare.
La forza si costruisce anche attraverso recupero, adattamento e consapevolezza
Un altro tema ricorrente della Convention è stato quello dell’adattamento. Perché la forza non dipende soltanto dall’allenamento svolto, ma anche dalla capacità dell’organismo di recuperare e rispondere agli stimoli.
Lorenzo Bergami, biologo nutrizionista, ha affrontato questo argomento analizzando il ruolo dell’asse HPA e dello stress biologico. La relazione ha evidenziato come nutrizione, sonno, microbiota intestinale, disponibilità energetica e sistema immunitario concorrano tutti a determinare la resilienza dell’organismo. Quando il carico complessivo supera la capacità di recupero, infatti, la risposta adattativa può trasformarsi in un fattore limitante per la performance, la salute e il benessere.
Sulla stessa linea si è inserito l’intervento di Francesco Malatesta, tutor ISSA Europe, dedicato all’Heart Rate Variability (HRV) e alla Active Longevity. Monitorare la capacità di adattamento dell’organismo significa oggi disporre di uno strumento utile non solo per programmare l’allenamento, ma anche per preservare nel tempo la capacità di mantenersi in salute, trasformando la maggiore aspettativa di vita in anni vissuti con autonomia e qualità.
In tale contesto, Walter Nogler ha presentato le più recenti ricerche sull’esposizione controllata al freddo e sui suoi effetti sulla funzione mitocondriale, sull’adattamento metabolico e sul recupero.
Il rapporto con il cibo e le nuove sfide della salute
Durante la Convention ISSA Europe 2026 anche il rapporto con l’alimentazione è stato affrontato secondo una prospettiva innovativa.
Emanuel Mian, psicoterapeuta, ha approfondito il tema del food noise e dei nuovi farmaci agonisti del recettore GLP-1. Egli ha mostrato come le recenti conoscenze neuroscientifiche stiano modificando il modo di interpretare fame, comportamento alimentare, motivazione. Una trasformazione che richiede un dialogo sempre più stretto tra medici, psicologi, dietisti e professionisti dell’esercizio fisico.
L’evoluzione del ruolo del Personal Trainer
Accanto ai contenuti scientifici, la Convention ha dedicato spazio anche all’evoluzione della professione del Personal Trainer.
L’intervento di Andrea Fortuna, commercialista, ha fatto il punto sulle novità normative relative ai contratti e ai rapporti di lavoro nel settore sportivo, mentre Alfonso Marra, ex magistrato, e Giancarlo Esposti, avvocato, hanno ribadito i confini professionali dell’istruttore, sottolineando come il Personal Trainer possa fornire indicazioni generali su alimentazione e stile di vita senza sostituirsi alle figure sanitarie competenti.
La crescita professionale passa però anche attraverso nuove competenze comunicative. Carmine Preziosi, esperto di fitness marketing, ha spiegato come e perché il professionista del fitness debba oggi affiancare alla preparazione tecnica strumenti di personal branding, comunicazione digitale e utilizzo consapevole dell’intelligenza artificiale, per costruire autorevolezza e valore professionale in un contesto sempre più competitivo.
Convention ISSA 2026: la forza come investimento per il futuro
Dalla neuroplasticità alla biomeccanica, dalla composizione corporea alla nutrizione, dalla chirurgia allo stress, fino agli aspetti professionali e normativi, la Convention ISSA Europe 2026 ha mostrato come discipline apparentemente diverse convergano oggi verso un’unica direzione.
La forza non è più soltanto una qualità fisica da sviluppare per migliorare una prestazione sportiva. È una risorsa biologica da preservare perché sostiene il cervello, protegge il movimento, mantiene efficiente il metabolismo, favorisce l’autonomia e contribuisce a conservare la qualità della vita.
È probabilmente questa la sintesi più efficace delle due giornate di Rimini: allenare la forza significa investire nella propria salute futura.
Una visione che ISSA Europe promuove da quasi trent’anni e che nella Convention 2026 ha trovato nuove conferme, nuovi spunti scientifici e innovative linee di sviluppo.
A chiudere i lavori è stato Carlo Varalda, Strength and Conditioning Coach, che nel corso della Convention ha proposto anche due workshop dedicati all’allenamento della forza. “Chi pensate sia più forte tra Roberto Bolle e un bodybuilder?” è stata la provocazione con cui ha invitato i partecipanti a superare i luoghi comuni. La risposta, ha spiegato, non dipende soltanto dalla massa muscolare, ma dalla capacità di esprimere forza attraverso il corretto reclutamento neuromuscolare, le diverse modalità di contrazione e l’accelerazione impressa al movimento. Per questo motivo allenare la forza non significa semplicemente ricercare l’ipertrofia, ma comprendere e applicare il principio fisico che la governa: F = m × a, forza uguale massa per accelerazione.
Con questa visione, ISSA Europe prosegue il proprio percorso di ricerca. Un impegno che continuerà attraverso i percorsi formativi, gli eventi di aggiornamento e le future iniziative dedicate ai professionisti dell’esercizio fisico e della salute, con l’obiettivo di contribuire alla diffusione di una sempre più solida cultura del movimento.
