Trazioni alla sbarra (pull up): analisi tecnica, muscoli coinvolti, progressioni e applicazioni professionali

Autore: Redazione
23 Febbraio 2026
tirate alla sbarra pullu e chin up in cosa differiscono, come si eseguono e come allenare i clienti a una corretta esecuzione

Le trazioni alla sbarra sono un esercizio di tirata verticale a corpo libero che prevede il sollevamento del corpo da una posizione sospesa fino a portare il mento oltre la linea della barra.

All’interno della programmazione dell’allenamento, questo esercizio costituisce un riferimento metodologico per lo sviluppo della forza relativa e del controllo neuromuscolare.


Significato di trazioni alla sbarra e inquadramento terminologico

Dal punto di vista tecnico, è opportuno chiarire alcuni aspetti lessicali. Il termine trazioni indica in modo generico qualsiasi movimento di tirata verticale del corpo. Il pull up, invece, identifica una specifica variante eseguita con presa prona (palmi rivolti in avanti), caratterizzata da una maggiore enfasi sul gran dorsale e da un’elevata richiesta di forza relativa.

Diversamente, il chin up si riferisce alla trazione con presa supina, nella quale il contributo del bicipite brachiale risulta più marcato.

Pertanto, sebbene tutti i pull up siano trazioni alla sbarra, non tutte le trazioni alla sbarra corrispondono a un pull up. Nel contesto italiano, il termine più corretto e comprensivo resta comunque “trazioni alla sbarra”.

Un movimento fondamentale nel modello Gold Standard

Le trazioni alla sbarra rientrano tra i movimenti fondamentali dell’allenamento della forza e sono considerate esercizi Gold Standard nei principali modelli internazionali di strength & conditioning.

Al pari di squat, deadlift, affondi, push up e rematore, questo esercizio coinvolge più articolazioni, grandi masse muscolari e richiede un’elevata coordinazione neuromuscolare. Proprio per queste caratteristiche, tra gli esercizi Gold Standard ISSA Europe, viene utilizzato come riferimento per il pattern di trazione verticale.

Muscoli coinvolti nelle trazioni alla sbarra

Dal punto di vista anatomico-funzionale, il movimento attiva in modo sinergico diversi distretti muscolari. Si tratta di:

  • gran dorsale,
  • grande rotondo,
  • bicipite brachiale,
  • brachiale,
  • brachioradiale.

Muscoli sinergici e stabilizzatori

In questi movimenti sono coinvolti anche:

  • trapezio (fasci medio e inferiore),
  • romboidi,
  • deltoide posteriore,
  • muscoli dell’avambraccio,
  • erettori spinali.

Inoltre, il corretto coinvolgimento del core risulta determinante per mantenere l’allineamento corporeo e prevenire compensi durante l’esecuzione.

Tecnica esecutiva: come fare le trazioni alla sbarra correttamente

Una corretta esecuzione rappresenta il presupposto per ottenere i benefici attesi e limitare il rischio di sovraccarichi.

Per prima cosa:

  • impugnare la barra con presa prona, leggermente più larga delle spalle;
  • lasciare il corpo completamente sospeso;
  • mantenere le spalle depresse;
  • attivare il core assicurando un corretto allineamento.

Solo a questo punto il corpo risulta stabile e pronto per la fase concentrica.

Successivamente, infatti, si deve:

  • avviare il movimento con un’attivazione scapolare;
  • portare il petto verso la barra;
  • guidare i gomiti lungo i fianchi;
  • evitare di eseguire la trazione esclusivamente con le braccia.

Questa sequenza è essenziale per garantire un adeguato reclutamento della muscolatura dorsale.

Una volta superata la linea della barra con il mento:

  • mantenere il controllo del gesto;
  • scendere lentamente fino alla completa estensione;
  • preservare la tensione muscolare durante tutta la fase eccentrica.

Varianti di presa e adattamenti tecnici

La variante classica, ovvero il pull up a presa prona, enfatizza, come anticipato, in modo significativo il lavoro del gran dorsale e richiede un’elevata forza relativa.

In alternativa, la presa neutra (palmi uno di fronte all’altro) risulta generalmente più tollerabile per spalle e gomiti e si presta bene a volumi di lavoro maggiori.

Progressioni: trazioni alla sbarra con elastico

Per i soggetti che non riescono ancora a eseguire una trazione completa, l’utilizzo dell’elastico rappresenta una strategia efficace. L’assistenza elastica infatti:

  • riduce il carico corporeo;
  • favorisce il mantenimento della tecnica corretta;
  • facilita l’apprendimento motorio.

È comunque necessario modulare progressivamente la resistenza al fine di promuovere un adattamento graduale.

Attrezzatura per le trazioni alla sbarra: pull up bar e pull up machine

La barra per trazioni costituisce l’attrezzo essenziale per l’esecuzione del movimento.

Può essere installata a parete, a soffitto, su rack multifunzione, purché garantisca stabilità e altezza adeguata.

La pull up machine, invece, consente di eseguire trazioni assistite mediante contrappeso.

È indicata come primo approccio al gesto tecnico o in fase di recupero. Tuttavia, riducendo il lavoro di stabilizzazione, deve essere considerata uno strumento transitorio.

Benefici delle trazioni alla sbarra

L’inserimento delle trazioni alla sbarra nella programmazione di allenamento comporta diversi vantaggi:

  • incremento della forza relativa;
  • sviluppo della muscolatura dorsale;
  • miglioramento del controllo scapolare;
  • contributo al miglioramento posturale;
  • elevata trasferibilità sportiva.

A supporto di tali considerazioni, studi elettromiografici hanno evidenziato come il pull up, se eseguito correttamente, possa determinare un’attivazione del gran dorsale paragonabile o superiore rispetto alla lat machine, confermandone il valore nel pattern di trazione verticale.

Come iniziare: basi tecniche e preparazione

Per avvicinarsi alle trazioni alla sbarra in modo efficace, in pratica, è consigliabile:

  • sviluppare la forza di presa sviluppare la forza di presa, elemento spesso sottovalutato ma determinante nella progressione delle trazioni alla sbarra;
  • rinforzare il core;
  • apprendere il corretto controllo scapolare;
  • utilizzare trazioni assistite o eccentriche.

Un approccio progressivo permette di costruire solide basi motorie riducendo il rischio di infortuni.

Allenamento per le trazioni alla sbarra

Un percorso strutturato che miri ad allenare clienti che abbiano difficoltà a eseguire le trazioni alla sbarra dovrebbe includere:

  • trazioni assistite;
  • trazioni eccentriche controllate;
  • isometrie in posizione alta;
  • esercizi di tirata orizzontale come i rematori;
  • lavoro specifico per dorsali e bicipiti.

La progressione deve essere graduale e adattata al livello del soggetto.

Errori più comuni

Nonostante la semplicità apparente, le trazioni alla sbarra presentano criticità tecniche frequenti:

  • utilizzo eccessivo dello slancio;
  • escursione incompleta;
  • elevazione delle spalle verso le orecchie;
  • iperestensione lombare;
  • eccessiva dominanza degli arti superiori.

Una tecnica controllata resta imprescindibile per massimizzare i benefici.

Controindicazioni

Sebbene estremamente efficace, il movimento non è sempre indicato. In presenza di:

  • patologie della spalla non risolte;
  • problematiche al gomito;
  • instabilità scapolare;
  • dolore lombare acuto;

è opportuno valutare varianti assistite o alternative sotto supervisione professionale.

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