23.05.2006

Da agosto solo integratori alimentari “a norma”

Dal 1° agosto non sono più commerciabili gli integratori alimentari non conformi alle norme del decreto legislativo n.169/2004, emanato in attuazione di una Direttiva CE. Gli integratori possono contenere soltanto determinati minerali e vitamine (ma l’elenco è molto lungo), praticamente quelli che servono all’organismo umano per stare in salute, ma la loro presenza potrà essere vantata in etichetta solo se corrisponde ad almeno il 15% della dose giornaliera raccomandata. Ciò non significa che possono essere aggiunti in quantità illimitata. Per esempio, le quantità di vitamina C e vitamina E non possono superare il 300% della dose giornaliera e la vitamina A il 150%. Comunque, l’etichetta e la pubblicità degli integratori alimentari non devono vantare proprietà terapeutiche, né capacità di prevenzione o cura delle malattie umane, mentre l’etichetta dovrà contenere alcune informazioni aggiuntive rispetto a quelle prescritte per i normali prodotti alimentari e cioè la dose raccomandata, un’avvertenza a non eccedere la dose, l’indicazione che gli integratori alimentari non vanno intesi come sostituti di una dieta variata e la specificazione delle vitamine e dei minerali contenuti. Non è ammessa, però, l’informazione che l’etichetta è stata approvata dal Ministero della Salute. Infatti, a differenza dei prodotti dietetici veri e propri, che devono avere una autorizzazione alla commercializzazione, gli integratori alimentari possono circolare dopo una semplice notificazione dell’etichetta al Ministero della Salute. Se entro 90 giorni il Ministero non muove obiezioni, l’etichetta si intende approvata in base al principio del silenzio-assenso. In caso di contestazioni, la ditta produttrice deve rispondere entro 30 giorni inviando l’eventuale documentazione, altrimenti la notifica si intende decaduta.