Asse HPA, stress fisico e riduzione della performance umana

Autore: Redazione
2 Luglio 2026
che cosa si intende per asse HPA e perché prestarvi attenzione valutando lo stress fisico, se ne parlerà alla Convention ISSA Europe 2026

La gestione dello stress rappresenta uno degli aspetti più importanti per chi desidera ottimizzare la performance sportiva e favorire il recupero. Tuttavia, lo stress fisico non dipende esclusivamente dal carico di allenamento: numerosi fattori biologici, metabolici e ambientali, tra cui l’asse HPA (asse ipotalamo-ipofisi-surrene) contribuiscono alla capacità dell’organismo di adattarsi agli stimoli e mantenere l’equilibrio fisiologico.

Durante la Convention ISSA Europe 2026, Lorenzo Bergami, biologo nutrizionista, founder e CEO di Strategic Nutrition Center approfondirà il ruolo dell’asse HPA e le principali interazioni tra nutrizione, sistema immunitario, microbiota intestinale, sonno e adattamento biologico, offrendo una visione moderna e integrata dello stress nello sport.

Stress fisico e capacità di adattamento dell’organismo

La performance sportiva non dipende esclusivamente dalla qualità dell’allenamento, ma dalla capacità dell’organismo di adattarsi agli stressor ai quali viene esposto. L’asse HPA rappresenta uno dei principali sistemi biologici deputati all’integrazione e alla regolazione delle risposte allo stress fisico, metabolico, immunitario e psicologico.

L’attivazione acuta dell’asse HPA costituisce una risposta indispensabile per:

  • sostenere la disponibilità energetica,
  • modulare l’infiammazione,
  • favorire l’adattamento all’esercizio.

Tuttavia, quando il carico biologico supera la capacità di recupero, la risposta adattativa può trasformarsi in costo allostatico, con ripercussioni negative su performance, recupero e stato di salute dell’atleta.

La relazione analizzerà le principali interazioni tra asse HPA, disponibilità energetica, nutrizione, microbiota intestinale, sonno e sistema immunitario, evidenziando come contribuiscano alla regolazione della resilienza biologica. Bergami illustrerà i meccanismi con cui bassa disponibilità energetica, REDs, alterazioni della barriera intestinale, endotossiemia da esercizio e stress cronico possano influenzare la funzione neuroendocrina e la capacità adattativa.

Lo stress biologico invisibile nell’atleta

Particolare attenzione sarà dedicata al concetto di “stress biologico invisibile”, ovvero l’insieme degli stressor non direttamente riconducibili all’allenamento, ma in grado di contribuire al carico fisiologico totale dell’atleta. Saranno anche discussi i principali strumenti di monitoraggio disponibili e il ruolo strategico del nutrizionista nella prevenzione del maladattamento e nell’ottimizzazione del recupero.

Una visione moderna dell’asse HPA e stress fisico nello sport

L’obiettivo è fornire una visione moderna e integrata dello stress nello sport, superando l’approccio riduzionistico centrato sul solo cortisolo e proponendo un modello interpretativo basato sull’interazione tra nutrizione, fisiologia dell’esercizio, immuno-metabolismo e adattamento biologico.

Per approfondire il ruolo dell’asse HPA, comprendere come i diversi fattori di stress influenzino il recupero e conoscere le più recenti strategie per ottimizzare la resilienza biologica dell’atleta, non perdere l’intervento di Lorenzo Bergami alla Convention ISSA Europe 2026.

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