Prevenzione obesità: prima la prevenzione, poi la cura secondo la nuova legge
18 Settembre 2026
Finalmente una legge dello Stato mette la prevenzione al primo posto come valido ed efficace strumento per sconfiggere l’obesità, che è la causa principale di tante patologie, alcune delle quali molto gravi.
Si tratta della legge n. 149 del 3 ottobre 2025, entrata in vigore il 24 dello stesso mese, che, pur qualificando l’obesità come malattia cronica, progressiva e recidivante, non mette al primo posto le terapie per debellarla, ma la prevenzione.
Eloquente, al riguardo, è il titolo: “Disposizioni per la prevenzione e la cura dell’obesità”.
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La necessità di intervenire con la prevenzione dell’obesità
La necessità di intervenire senza indugio con la prevenzione viene messa in risalto anche dal Corriere della Sera in un articolo del 24 ottobre 2025, inserto “7”, pagina 47, il quale rileva che «nonostante professionisti si azzuffino sulle diete, i bambini italiani sono tra i più sovrappeso in Europa».
Con questa legge viene valorizzata al massimo l’attività sportiva che, è bene ricordarlo, dal 2023 è diventata un diritto costituzionale.
Legge sulla prevenzione dell’obesità: cosa stabilisce la legge n. 149 del 2025
Questa nuova legge n. 149 del 2025 è destinata a passare alla storia come un atto di grande civiltà giuridica del nostro Paese perché, primo nel mondo, ha stabilito con una legge che al dilagare dell’obesità bisogna opporre l’attività di prevenzione nelle scuole di ogni ordine e grado e in tutte le altre strutture lavorative e sociali.
Solo così si riduce il ricorso ai farmaci e ai ricoveri ospedalieri.
Questa, che è la connotazione più qualificante di essa, passa attraverso una valorizzazione delle palestre e dei centri fitness, che sono i luoghi dove in massima parte si fa dell’attività sportiva.
La nuova legge, composta di sei articoli, include nei programmi di prevenzione anche:
- campagne di sensibilizzazione sociale;
- interventi integrativi di formazione,
- aggiornamento del personale sanitario.
Quanto all’onere economico, che è a carico dello Stato (art. 3), c’è un programma di finanziamenti di 700 mila euro per il 2025 e di 1,2 milioni di euro a decorrere dal 2027.
Prevenzione dell’obesità infantile e responsabilità dei genitori
Gli interventi a favore dei minori dovranno riguardare non solo l’attività sportiva, ma anche una campagna di responsabilizzazione dei genitori nello scegliere un’alimentazione con l’accortezza di limitare il consumo giornaliero di bevande di elevato apporto energetico e con scarse qualità nutrizionali.
Prevenzione dell’obesità nelle scuole attraverso l’attività sportiva
Sempre lo stesso articolo (comma 2, lettera e) ribadisce che le attività sportive sono lo strumento primario e più efficace per la lotta non solo all’obesità, ma anche al sovrappeso.
Obesità e sovrappeso in Italia: i dati
Secondo i dati ufficiali, in Italia, alla data del 1° ottobre 2025, ben 6 milioni di adulti sono obesi e il 40% della popolazione è in sovrappeso.
I bambini, come ha rilevato il Corriere della Sera nell’articolo innanzi citato, poi, sono in una situazione di maggiore gravità rispetto a quelli dell’UE.
Secondo fonti molto attendibili, questa situazione oggi è crescente, in particolare nelle aree meridionali economicamente più svantaggiate.
I tempi per porre rimedio a tutto ciò non sono di certo brevi, in quanto prevedono una completa rivisitazione dei nostri sistemi di vita.
In questi ultimi anni, però, si è verificato qualcosa che ha cambiato la concezione dell’attività sportiva, prima radicata nella nostra società come prettamente “ludica” e solo in via secondaria preventiva. Oggi tutti pensano il contrario.
Cosa cambia per gli obesi?
Nell’immediatezza essi potranno accedere alla prevenzione e alle cure attraverso il Servizio sanitario nazionale. Mentre le cure potranno essere prescritte dal medico e somministrate subito, ciò non potrà avvenire per la prevenzione.
Quest’ultima presuppone tutta una serie di provvedimenti a livello statale e regionale in ordine all’individuazione delle modalità attraverso le quali potrà essere effettuata l’attività sportiva ai fini di prevenzione, con l’indicazione delle strutture, palestre e centri fitness che abbiano le qualità per essere ritenute idonee.
Naturalmente si tratta di scegliere i centri sportivi che diano garanzie di professionalità del personale in essi operante, anche con riferimento alla sicurezza dei frequentatori.
Le precedenti leggi in materia di attività sportiva
La legge n. 149 del 2025 segue disposizioni normative in materia di rilevante importanza, emanate negli ultimi cinque anni.
Molte di esse hanno positivamente valorizzato l’attività sportiva di ogni forma e tipologia.
Lo sport come diritto costituzionale
La prima è la legge costituzionale n. 1 del 2023, che ha elevato lo sport a diritto costituzionale sancendo che: «La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme».
Siamo in presenza di una norma che molti studiosi hanno qualificato “rivoluzionaria”. Essa ha messo sullo stesso piano il diritto all’attività sportiva e quello della tutela della salute.
In buona sostanza, ciò sta ad affermare che lo sport è “di tutti e per tutti”.
La Riforma dello Sport e le competenze degli istruttori
Un ulteriore riconoscimento dell’importanza dell’attività sportiva viene dalla legge di Riforma dello Sport (legge n. 86 del 2019), che ha fatto da apripista alla legge costituzionale di cui si è detto innanzi.
La citata riforma ha regolamentato le attività sportive stabilendo, tra l’altro, quali siano i titoli professionali che debbono possedere gli istruttori per operare nelle palestre e nei centri sportivi (art. 42 della legge n. 86 del 2019).
Dispone, al riguardo, che essi debbano avere «una competenza specifica» con riferimento alla singola attività o prestazione professionale alla quale sono addetti.
Il disegno di legge sullo sport come medicina
Un ulteriore riconoscimento dell’importanza dell’attività sportiva è dato dall’approvazione all’unanimità da parte del Senato, il 1° agosto 2024, del disegno di legge n. 287, che qualifica «lo sport come una medicina».
Esso dispone che il medico di medicina generale, mentre nei casi in cui il paziente è a rischio basso possa effettuare la prescrizione di un’attività sportiva in palestra, quando, invece, è a rischio alto o medio debba inviare lo stesso a una delle strutture del territorio.
Prevenzione dell’obesità, attività sportiva e salute
Secondo la scienza ufficiale, lo sport è salute, essendo un valido e ottimo strumento di prevenzione.
Si tratta di un riconoscimento scientifico ufficiale che proviene da tutto il mondo accademico. Il che affonda le sue radici nel tempo fino a risalire a dopo l’ultima guerra mondiale.
Allora fu istituita l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) come istituto specializzato nella tutela della salute attraverso un’attività di prevenzione.
Fu a tal fine firmato il Trattato di New York nel luglio 1946.
Conclusioni
Va, infine, anche riconosciuto che queste nuove norme, una volta rese operative, avranno un effetto positivo non solo sulla salute dei cittadini, ma anche per le casse dello Stato, per la diminuzione della spesa sanitaria, in quanto la gente si ammalerà di meno.
Sarà, quindi, compito del nostro legislatore emanare gli opportuni provvedimenti per dare funzionalità alle nuove norme.
Andrebbero, poi, rivisitati e regolati i rapporti tra medico prescrittore e istruttore delle palestre e dei centri fitness.
Sarebbe, al riguardo, opportuna la previsione che i due valutino entrambi, con riferimento alle loro rispettive competenze, la situazione fisica del paziente in relazione agli esercizi fisici scelti. Ciò in quanto l’istruttore, e non il medico, una volta che il paziente entra in palestra, è legalmente responsabile della sua sicurezza: da ciò l’assoluta necessità di un raccordo tra i due.

FAQ – Domande frequenti su obesità e prevenzione
La legge n. 149 del 3 ottobre 2025 stabilisce i principi fondamentali in materia di prevenzione e cura dell’obesità. Prevede un programma nazionale, iniziative rivolte alla popolazione e interventi dedicati, in particolare, alla prevenzione del sovrappeso e dell’obesità infantile.
Sì. La legge stabilisce che le persone con obesità usufruiscano delle prestazioni comprese nei Livelli essenziali di assistenza erogati dal Servizio sanitario nazionale, con l’obiettivo di garantire equità e accesso alle cure.
La legge prevede la promozione delle attività sportive e della conoscenza delle principali regole alimentari nelle scuole primarie e secondarie. Contempla anche iniziative didattiche extracurricolari dedicate all’attività sportiva e alla consapevolezza dell’importanza di un corretto stile di vita.
La legge include la promozione dell’attività sportiva tra gli interventi per prevenire il sovrappeso e l’obesità. Prevede inoltre azioni di informazione finalizzate a favorire la pratica dell’attività fisica e a contrastare la sedentarietà.