Personal Trainer e consigli alimentari: competenze e limiti professionali
26 Agosto 2026
Per favorire il pieno sviluppo dell’organismo e per promuovere e mantenere uno stato di salute ottimale, sia in un breve che in un lungo termine, sono fondamentali l’esercizio fisico e l’attività sportiva. Tuttavia, una attività motoria rivolta ad efficientare il corpo non può prescindere da una alimentazione corretta ed equilibrata. Uno sportivo, sia esso amatoriale che professionista, deve soddisfare dei bisogni energetici e nutrizionali. Il personal trainer nell’impartire percorsi personalizzati di attività fisica, rivolti allo svolgimento di esercizi corporei che incidono sul corpo, non certo può ignorare la dimensione alimentare del soggetto sportivo che si affida alle sue istruzioni (e quindi evitare di fornirgli consigli alimentari).
È noto che una corretta alimentazione si esplica in un adeguato e variato abbinamento di alimenti, unitamente al necessario apporto idrico, al fine di soddisfare in misura consona il fabbisogno energetico e fisiologico dell’organismo. La dieta ha un ruolo fondamentale ed imprescindibile nello sport.
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Il Personal Trainer può dare diete e, oppure, consigli alimentari?
Tuttavia, si ritiene che il personal trainer non debba, o meglio non possa, impartire consigli ai propri assistiti riguardo il regime alimentare da adottare in funzione dell’attività sportiva che viene svolta.
È di evidenza, e in tal senso si è espressa la giurisprudenza, che la prescrizione di una dieta in riferimento ad uno stato patologico è riservata al medico.
Non si può sostenere, però, che il personal trainer non possa dare consigli riguardo regimi alimentari da adottare confacenti al proprio bisogno energetico, adeguati al tipo di attività sportiva che viene svolta, coerenti con corretti e salutari stili di vita.
Nel contempo si ammette da anni indicazioni di svariate, e a volte estrose, diete alimentari da parte di riviste presenti in edicola, nel contenuto di siti internet non meglio qualificati, diete rivolte alla generalità delle persone, con fondamenti non sempre scientifici, dalle imprecisate conseguenze sul corpo di chi ritiene di adottarle. Tale modalità di divulgazione è tollerata e ritenuta lecita, senza che venga posto il minimo dubbio degli effetti collaterali dannosi che tali diete potrebbero avere su numerosi soggetti impersonalmente destinatari.
La prescrizione di una dieta e l’abuso della professione
La Corte di Cassazione, sezione sesta penale, con sentenza n. 20281 del 30 marzo 2017, ha riconosciuto la penale responsabilità di due dirigenti di palestra per il reato di abuso di esercizio della professione medica (art. 348 codice penale) in quanto avevano prescritto un particolare regime alimentare personalizzato ad ogni singolo frequentatore e nel contempo redatto una “scheda” in cui si annotavano, con frequenza settimanale, i progressi o i regressi di ogni soggetto allenato in relazione al peso forma.
La Suprema Corte ha ritenuto che tali prescrizioni si prospettavano finalizzate alla prevenzione di eventuali future patologie configurando una vera e propria prestazione sanitaria di competenza esclusiva del medico e dei soggetti in possesso delle specifiche qualifiche professionali legittimati per legge ad effettuare tali atti sanitari (nutrizionista biologo, dietisti).
I Giudici hanno ritenuto che la dieta illegittimamente prescritta costituisse un vero e proprio atto terapeutico. Come si è già esposto, la questione che riguarda i personal trainer non è la prescrizione di una dieta non consentita per legge, bensì l’opportunità di dare consigli di regime alimentare connessi al mero svolgimento dell’attività sportiva.
Il personal trainer è una figura professionale riconosciuta dalla legge (art. 42 del D.lgs. n. 36 del 2021) dedicata in modo globale all’allenamento che non può ignorare gli effetti di una corretta alimentazione sulle prestazioni sportive.
Praticare sport regolarmente aumenta il dispendio e quindi il fabbisogno energetico. La carenza di nutrienti specifici e la loro somministrazione nel momento errato dello sforzo fisico può promuovere lo sviluppo di crampi, strappi, infiammazioni, riduzione della massa muscolare e resistenza.
Quali consigli alimentari può fornire il Personal Trainer
Per fornire dei consigli alimentari, un personal trainer deve certamente mantenersi nel limite dei suggerimenti, consigli alimentari generici, non può indicare, né prescrivere diete per i propri allievi.
Il personal trainer potrà così fornire indicazioni sullo stile alimentare più idoneo per ritrovare un proprio benessere: suggerimenti alimentari in considerazione del tipo di allenamento, alla durata, all’intensità e all’orario in cui viene effettuato.
Le indicazioni del Ministero della Salute
Con riguardo al tema dei consigli alimentari è intervenuto anche il Ministero della Salute che ha ritenuto opportuno dettare consigli nutrizionali alla popolazione.
Le Linee guida per una sana alimentazione del CREA
In particolare, il Ministero della Salute ha pubblicato nel proprio sito web l’elaborato redatto dal CREA (ente di diritto pubblico di ricerca agroalimentare vigilato dal Ministero dell’agricoltura) che già dal 2019 ha indicato le “Linee guida per una sana alimentazione” con le quali dispensa consigli e indicazioni nutrizionali ed alimentari, valorizzando alimenti come frutta, verdura, cereali integrali e legumi, richiamando ad una continua idratazione e ponendo attenzione ai grassi, agli zuccheri, al sale e alle bevande alcoliche. Informazioni generali di un corretto stile di vita alimentare.
L’alimentazione nella pratica motoria e sportiva
Inoltre, il Ministero della Salute, unitamente al Dipartimento del farmaco, ha pubblicato una dispensa intitolata “L’alimentazione nella pratica motoria e sportiva“, un elaborato specificatamente rivolto al sostentamento alimentare dello sportivo. In particolare, vengono pubblicate le immagini grafiche della “Piramide alimentare” e della “Piramide del movimento”, sono illustrati i principi alimentari con riferimento alle proteine, ai carboidrati, ai lipidi, ai minerali e alle vitamine.
Si indicano i rapporti delle componenti dell’apporto calorico giornaliero: 55/65% dato da carboidrati, 25% da grassi e 10/15% da proteine. Si propone un modello di calcolo del fabbisogno proteico nel praticante sportivo.


Il Ministero della Salute ha, altresì, predisposto delle schede per un percorso didattico rivolto agli studenti dei vari gradi di scuola (“Nutri i tuoi perché“) ripropone le indicazioni suindicate attraverso una rappresentazione divulgativa più consona ad un pubblico giovane, al fine di avviare una cultura salutare sin dalle nuove generazioni.
Le indicazioni del Ministero rivolte alla generalità delle persone possono costituire base di consigli utili e corretti che il personal trainer può dispensare agli atleti e sportivi, senza che ciò costituisca una prescrizione di dieta in senso tecnico. Le nozioni rappresentate dall’ente della pubblica amministrazione configurano così il limite di quanto sia possibile dispensare consigli riguardo una corretta ed equilibrata alimentazione per un sano stile di vita, con attenzione al settore sportivo dilettantistico.
Dieta mediterranea, piramide alimentare e stile di vita
Dall’altra parte, nulla vieta di valorizzare la “Dieta Mediterranea“, quale patrimonio culturale immateriale dell’umanità riconosciuto dall’UNESCO sin dal 16.11.2010. Detta denominazione non contempla un semplice elenco di alimenti o una tabella nutrizionale, ma rappresenta un vero e proprio stile di vita. È sinonimo di “buona salute e creatività gastronomica”. La Dieta Mediterranea è patrimonio riconosciuto anche dalla F.A.O. e dalla O.M.S.
Il personal trainer nell’ambito di suggerimenti e di consigli può così richiamare l’attenzione ai soggetti allenati riguardo:
- la consultazione delle “piramidi” esplicate dal Ministero della Salute, nonché della nuova “piramide alimentare” proposta dalla S.I.N.U. (Società Italiana Nutrizione Umana) in linea con le raccomandazioni internazionali della FAO e dell’O.M.S. che consente di adottare uno stile sano e sostenibile non solo alimentare, ma anche di vita;
- un corretto ed equilibrato apporto di nutrienti necessari alla copertura alimentare del fabbisogno energetico e nutrizionale dell’organismo in riferimento al tipo di attività sportiva svolta. Un giusto apporto, qualitativo e quantitativo, di carboidrati, di lipidi e di proteine;
- la consapevolezza del fabbisogno giornaliero di alimenti misurato considerando il sesso, l’età, le attività svolte, da determinarsi con misurazione delle calorie necessarie.
È di evidenza che molto dipende dal tipo di allenamento che si pratica. Non vi debbono essere necessità di diete particolari riferite allo sportivo che si allena.
Attraverso indicazioni generali, in conformità alle direttive del Ministero della Salute, è così possibile ottimizzare il regime alimentare in rapporto all’attività fisica svolta.
Quando rivolgersi a un nutrizionista sportivo
Qualora si renda necessaria una dieta personalizzata (sia per motivi di salute, sia per raggiungere specifici obiettivi sportivi), il personal trainer dovrà necessariamente coordinarsi con un nutrizionista sportivo che possa valutare al meglio quali sono le necessità alimentari in ragione delle condizioni dello sportivo e/o degli obiettivi che intende raggiungere.