Attività fisica e oncologia, muoversi è cura: il ruolo dell’esercizio personalizzato

Autore: Redazione
29 Dicembre 2025
attività fisica e oncologia, se ne parla nel libro Il cancro si batte anche con lo sport

Il cancro si batte anche con lo sport è la guida pratica all’attività motoria adatta per pazienti oncologici. È il titolo di un manuale, frutto del lavoro congiunto di esperti del settore sotto la guida di Maria Cristina Cox e Renato Manno, che è nato con l’obiettivo di colmare il gap conoscitiva inerente alla stretta correlazione tra attività fisica e oncologia.

AFA, attività fisica adattata per pazienti in cura in oncologia

L’Attività fisica adattata (AFA) rappresenta oggi una delle strategie di supporto più promettenti e scientificamente fondate sul percorso terapeutico dei pazienti oncologici. Eppure, questa risorsa è ancora poco conosciuta e sottoutilizzata nel contesto clinico, nonostante il crescente numero di studi che dimostrano il benefici. (Attualmente è, invece d’altra parte, riconosciuto anche dall’OMS il ruolo dell’esercizio a livello di prevenzione, ndr).

Questo libro propone un approccio scientifico, pratico e personalizzato per integrare il movimento nel percorso di cura dei pazienti oncologici ed ematologici, offrendo strumenti concreti a medici, operatori sanitari, pazienti e caregiver.

Numerose evidenze cliniche dimostrano che una attività fisica regolare attenua gli effetti collaterali delle terapie effettuata in oncologia. Nello specifico, essa:

  • migliora la qualità della vita,
  • potenzia il recupero fisico e psicologico,
  • riduce significativamente il rischio di recidiva del tumore,
  • aumenta la sopravvivenza dei pazienti.

Una vera e propria terapia complementare

L’attività fisica si configura come una vera e propria terapia complementare per i malati alle prese cure di oncologia. Si tratta di una soluzione:

  • efficace nel ridurre la tossicità a breve e a lungo termine,
  • prevenire regressioni funzionali difficili da recuperare,
  • attivare risposte endocrine benefiche, grazie all’azione del muscolo come organo secretore di sostanze bioattive.

Il ruolo di esperti preparati per rendere davvero utile l’attività fisica in oncologia

Fondamentale è l’approccio personalizzato, calibrato sulle caratteristiche del singolo paziente e della fase del trattamento. Questo deve essere affidato a figure professionali specificamente formate come il chinesiologo, professionista emergente nell’ambito della prevenzione e riabilitazione.

Questa guida, chiara e accessibile, esplora: le basi biologiche dell’esercizio nel contesto oncologico, gli aspetti clinici rilevanti le più aggiornate evidenze scientifiche.

L’obiettivo è promuovere la diffusione di protocolli di esercizio sicuri ed efficaci, affinchè l’attività fisica diventi parte integrante e non accessoria del trattamento oncologico. L’AIL (Associazione Italiana contro Leucemie Linfomi e Mioloma) ha fatto propria questa visione, sostenendo programmi di AFA rivolti ai pazienti ematologici, a conferma dell’importanza crescente di questo approccio nella medicina moderna.

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