23.05.2006

Anidride solforosa nel vino

Dal novembre 2004 sulle etichette dei vini era facoltativo indicare la presenza di anidride solforosa (presenza di solfiti), sostanza adoperata per impedire la fermentazione precoce durante il trasporto dell’uva. Dal novembre 2005 è diventato obbligatorio indicarla se si superano i 10 mg/l.: trattandosi di un’indicazione obbligatoria, la norma recita che tale indicazione dovrà essere riportata in “caratteri chiari, leggibili, indelebili e sufficientemente grandi”. Come detto, la dizione sarà “contiene anidride solforosa” o “contiene solfiti” e sarà obbligatoria anche per i vini provenienti dall’estero: in questo caso dovrà essere comunque riportata in dizione italiana. Nell’ampio dibattito sulla produzione del vino bisogna ricordare che l’anidride solforosa è ancora insostituibile ed è autorizzata “anche” nella vinificazione biologica per evitare appunto fermentazioni precoci, cambi di colore del vino, inacidimenti anticipati, insomma perdita delle proprietà organolettiche del prodotto. L’indicazione della presenza di solfiti deriva dal fatto che in alcuni soggetti può scatenare crisi allergiche.